Mappa antica del mondo 1570 — Ortelius, Typus Orbis Terrarum, colorata
Descrizione
Un’antica mappa del mondo dal Theatrum orbis terrarum di Ortelius, Anversa 1570, in un esemplare colorato
Typus orbis terrarum è la mappa del mondo del Theatrum orbis terrarum di Abraham Ortelius, pubblicato ad Anversa nel 1570. Il Norman B. Leventhal Map & Education Center della Boston Public Library conserva questo esemplare come foglio colorato di 46 × 64 cm, con il rilievo rappresentato in forma figurata, e cita nelle sue note una riga di Cicerone: «Quid ei potest videri magnum in rebus humanis, cui aeternitas omnis, totius que mundi nota sit magnitudo» (la trascrizione della scheda riporta «magmitudo»). Che cosa può sembrare grande nelle cose umane a chi conosce tutta l’eternità e la grandezza del mondo intero?

La descrizione della biblioteca definisce il Theatrum il primo atlante del mondo moderno: per la prima volta una serie di carte, aggiornate alla data di pubblicazione, fu ideata, disegnata e incisa per essere pubblicata insieme in un volume rilegato. Ortelius non lo chiamava atlante. Il suo titolo, «Teatro del mondo», voleva dire che si può osservare l’intero mondo conosciuto in un solo libro e che la Terra è un palcoscenico su cui si svolgono le azioni umane. La maggior parte delle carte mostra paesi e province europee, ma l’opera comprende anche questa mappa del mondo e una carta per ciascuno dei quattro continenti.
Abraham Ortelius (1527–1598) nacque e morì ad Anversa. Britannica lo descrive come un incisore di formazione che intorno al 1554 aprì un commercio di libri e di antichità; intorno al 1560, sotto l’influenza di Gerardo Mercatore, si volse alla cartografia. Il catalogo delle Stanford Libraries, relativo a un altro esemplare del 1570, spiega la novità: era «the first undertaking of its kind to reduce the best available maps to a uniform format», e Ortelius nominava i cartografi di cui aveva usato il lavoro.
Per la mappa del mondo si rivolse a Mercatore stesso. Secondo la descrizione di Boston, essa si basa sulla grande mappa del mondo di Mercatore uscita un anno prima, nel 1569, e mostra quasi un secolo di esplorazioni europee nelle Americhe, con coste abbastanza esatte vicino all’equatore e forme fortemente distorte nel sud dell’America meridionale e nel nord e nell’ovest dell’America settentrionale.
![Sull’America settentrionale: AMERICA SIVE INDIA NOVA. Ao 1492. a Christophoro. Colombo nomine regis Castellę primum detecta. [l’America, ossia le Nuove Indie, scoperte per la prima volta nel 1492 da Cristoforo Colombo in nome del re di Castiglia]](/images/story/ortelius-1570-colored-america-columbus-1492.jpg)
Cosa osservare sul foglio
- Il continente polare meridionale, che secondo la biblioteca la mappa mostrava «prematurely», perché gli oceani del sud non erano ancora stati esplorati.
- Le coste delle Americhe: abbastanza esatte vicino all’equatore, fortemente distorte nel sud dell’America meridionale e nel nord e nell’ovest dell’America settentrionale.
- Il rilievo rappresentato in forma figurata, come nota la scheda della biblioteca.
- Il motto di Cicerone citato nella scheda della biblioteca.
- I nomi «Catayo» e «China», che la bibliografia sulla Cina dell’Università di Vienna registra su un altro esemplare di questa mappa.
![Sul grande continente meridionale: Psitacorum regio [la regione dei pappagalli], con una nota secondo cui i Portoghesi le diedero questo nome per l’incredibile grandezza degli uccelli che vi si trovano](/images/story/ortelius-1570-colored-psitacorum-regio-parrots.jpg)
Britannica osserva che nel 1575 Ortelius fu nominato geografo di Filippo II di Spagna. La descrizione di Boston conta 33 edizioni nei 41 anni successivi al 1570 e traduzioni in tedesco, olandese, francese, spagnolo, italiano e inglese, e dal suo successo fa iniziare l’età d’oro della cartografia fiamminga e olandese; il catalogo di Stanford, citando Van der Krogt, conta 37 edizioni, l’ultima nel 1641. La Boston Public Library ha mostrato questo foglio in «Journeys of the Imagination» (2006), il Leventhal Map Center in «Shakespeare’s Here and Everywhere» (2016–2017).
Tutto su questo foglio: scheda completa
Tutte le iscrizioni del foglio
Tutte le scritte del foglio sono incise: il titolo e il motto di Cicerone in capitali romane, i circoli, i continenti e alcuni mari in capitali spaziate, i toponimi in minuscolo romano o corsivo, le note più lunghe in corsivo. Le iscrizioni sono date lettera per lettera, con V per U dove il foglio la presenta; la s lunga è resa con s. Le traduzioni sono tra parentesi quadre. All’interno dell’ovale sono elencati qui soltanto i circoli, i continenti, gli oceani e le note più lunghe, non le diverse centinaia di toponimi minori.
- Cartiglio superiore: TYPVS ORBIS TERRARVM. [immagine del mondo]. Subito sotto, sulla fascia sopra l’ovale: SEPTENTRIO. [nord].
- Cartiglio inferiore: QVID EI POTEST VIDERI MAGNVM IN REBVS HVMANIS, CVI AETERNITAS OMNIS, TOTIVSQVE MVNDI NOTA SIT MAGNITVDO. CICERO: [che cosa può sembrare grande nelle cose umane a chi conosce tutta l’eternità e la grandezza del mondo intero? Cicerone]. Sopra di esso: MERIDIES. [sud]. La parola AETERNITAS compare intera alla fine della prima riga.
- Sotto il cartiglio inferiore, in piccolo corsivo: a sinistra Cum … priuilegio. [con privilegio], le due parole separate da un rotolo della cornice; a destra Franciscus Hogenbergus sculpsit [lo incise Frans Hogenberg]. Accanto alla riga dell’incisore non compare alcuna data.
- Sulle fasce laterali, divise dall’ovale: a sinistra OCCI … DENS. [ovest], da leggere dall’alto in basso; a destra ORI … ENS. [est], da leggere dal basso in alto.
- I circoli, scritti lungo le loro linee: CIRCVLVS ARCTICVS., TROPICVS CANCRI, CIRCVLVS AEQVINOCTIALIS, TROPICVS CAPRICORNI,, CIRCVLVS ANTARCTICVS. Le longitudini corrono lungo il bordo inferiore dell’ovale, da 190 a sinistra, passando per 360, fino a 180 a destra; le latitudini sono numerate di dieci in dieci su entrambi i lati dell’ovale.
- Continenti: AMERICA SIVE IN|DIA NOVA. Ao 1492. a Christophoro. Colombo nomine regis Castellę primum detecta. [l’America, ossia le Nuove Indie, scoperte per la prima volta nel 1492 da Cristoforo Colombo in nome del re di Castiglia]; EV … ROPA, divisa dalla Germania; A S I A distribuita su tutto il continente; AFRICA.; e lungo il margine meridionale, il nome più esteso del foglio, TERRA AVSTRALIS NONDVM COGNITA. [la terra australe, non ancora conosciuta].
- Mari: MAR DEL ZVR e, più a sud, EL MAR PACIFICO nel Pacifico; MAR DEL NORT nell’Atlantico settentrionale; OCEANVS AETHIOPICVS. nell’Atlantico meridionale, scritto su due righe come OCEANVS AE | THIOPICVS.; MAR DI INDI nell’Oceano Indiano; Lantchidol mare. a sud di Giava.
- Nota presso la Nuova Guinea, all’estremo ovest dell’ovale: Noua Guinea nuper inuenta quę an sit insula an pars continentis Australis incertũ est [la Nuova Guinea, scoperta di recente; se sia un’isola o parte del continente australe è incerto].
- Nota nel continente meridionale sotto il Pacifico meridionale, all’estremo ovest dell’ovale: Hanc continentem Australem, nonnulli Magellanicam regionem ab eius inuentore nuncupant. [questo continente australe alcuni lo chiamano regione magellanica, dal suo scopritore].
- Nota nel continente meridionale a sud dell’Africa, presso Prom. Terre Australis [il promontorio della terra australe]: Psitacorum regio, sic á Lusitanis appellata ob incredibilẽ earum auium ibidem magnitudinem. [la regione dei pappagalli, così chiamata dai Portoghesi per l’incredibile grandezza di questi uccelli in quel luogo].
- Nota nel continente meridionale sotto Giava, accanto a BEACH, LVCACH e MALETVR: Vastissimas hic esse regiones ex M Pauli Ven: et Lud: Vartomanni scriptis peregrinationibus constat. [che qui vi siano regioni vastissime risulta dai resoconti scritti dei viaggi di Marco Polo il Veneziano e di Ludovico di Varthema].
- Sopra la costa nordamericana: ANIAN regnum. [il regno di Anian]; nell’estremo nord Groclant, Groenlant, Estotilant., Frieslant. e Noua zemla.; nell’Asia orientale Mongol., Cathaio, China. e l’isola Iapan..
Discrepanze sul foglio stesso: Los Bolcanes compare due volte nel Pacifico, una a nord del Tropico del Cancro e una appena a sud dell’Equatore, presso la Nuova Guinea. Il nome dell’America si spezza dopo IN, così che la prima riga legge AMERICA SIVE IN. La scheda di Boston trascrive il motto come «totius que … magmitudo»; il foglio ha TOTIVSQVE e MAGNITVDO.
Edizioni e altri esemplari noti
- Boston Public Library, Norman B. Leventhal Map & Education Center, G1006 .T54 1570 (questo esemplare): «Antwerp : A. Ortelius», «1 map : col. ; 46 x 64 cm», «Scale not given», «Appears in the author’s Theatrum orbis terrarum. Antverpiae. 1570.» La scheda rinvia all’atlante del 1570 della biblioteca, digitalizzato da Internet Archive; non dice se questo foglio sia rilegato in quel volume.
- Library of Congress, atlante G1006 .T5 1570b: Anversa, 1570, con il colophon di Coppenius Diesth, 53 carte colorate a mano, 45 cm; citato come Koeman Ort 1.
- David Rumsey Map Collection, Stanford: atlante del 1570 con il colophon di Coppenius, 53 carte, non colorate, 42 × 30 cm; citato come Van der Krogt 31:001B (colophon 31:001C).
- Qatar National Library, HC.MAP.00004: datato [1571], colorato a mano, carta di 25 × 49 cm su un foglio di 43 × 57 cm, testo olandese sul verso; la scheda lo definisce «First state, either the first or second Dutch printing (1571 or 1573)».
- Northeastern University Library, collezione Arader, american_ortelius_002: Typvs Orbis Terrarvm, 1570; la scheda non indica dimensioni, colorazione o stato.
- Marcel van den Broecke (Ort 1) data questa lastra al 1570 e scrive che dal 1586 fu sostituita da una seconda lastra (Ort 2), seguita da una terza, datata 1587 (Ort 3). Distingue le lastre dal motto: nella seconda lastra AETER:|NITAS è spezzato su due righe, «whereas it is unbroken on plate Ort 1». All’interno della prima lastra elenca sei stati, tra cui una crepa riparata nell’angolo inferiore sinistro (1.3, 1575) e la data 1584, poi 1585, aggiunta accanto al nome dell’incisore (1.5, 1.6). La scheda di Boston non indica alcuno stato.
Schede di catalogo e fonti
Boston Public Library: segnatura G1006 .T54 1570; identificativo 05_01_000247; codice a barre 30000002782909; permalink ark:/50959/x633f946s. Van den Broecke, Ortelius Atlas Maps: Ort 1 (Koeman/Meurer 1; Karrow 1/6; van der Krogt AN 0001:31A), con Shirley (1993) carta 122; lastra di 337 × 493 mm. Van den Broecke indica il motto come di Cicerone, Tusculanae disputationes 4.37.
Fonti per il racconto e per questa scheda: le schede della Boston Public Library e di Digital Commonwealth per questo foglio; Marcel van den Broecke, Ortelius Atlas Maps; la scheda delle Stanford Libraries per l’atlante del 1570; la scheda della Library of Congress per l’atlante del 1570; la scheda della Qatar National Library; la scheda della Northeastern University Library; l’Encyclopaedia Britannica su Abraham Ortelius.
Questo esemplare
- Colorato a mano in tutto il foglio: gli angoli e le fasce laterali in azzurro con nuvole bianche, il cartiglio del titolo in giallo, il cartiglio inferiore in rosso, i tropici e i circoli polari ripassati in rosso; l’Africa in giallo, parti dell’Asia e delle Indie orientali in rosa, il continente meridionale e le terre artiche in verde, le Americhe chiare con coste arancioni.
- L’intera cornice incisa è presente sul foglio, con un margine di carta bianca su tutti e quattro i lati.
- Una piega verticale al centro attraversa il foglio, passando per il titolo sulla S di ORBIS e scendendo attraverso l’Atlantico; lungo la piega una stretta fascia è più chiara e la prima lettera di OCEANVS è in parte perduta.
- Nell’angolo inferiore sinistro della cornice, sulla scansione non si vedono né crepe né tracce di riparazione.
- Sotto la riga dell’incisore, sulla carta, ci sono deboli segni rosa illeggibili; piccole macchie brune si trovano nei margini.
Il vostro file
| Originale | Abraham Ortelius, Anversa, 1570, dal Theatrum orbis terrarum; Boston Public Library, Leventhal Map & Education Center, G1006 .T54 1570; foglio colorato di 46 × 64 cm |
| Scansione | foglio intero 10880 × 8160 px; la mappa all’interno del bordo rifilato 10300 × 7030 px |
| Stampa a 300 dpi | la mappa fino a 87 cm, il foglio intero con margini fino a 92 cm |
| Scaricate | sei archivi ZIP: foglio intero, rifilato, 3:2, 4:3, 5:4 e ISO A |
| In ciascuno | un JPEG a 300 dpi, il passaporto di restauro in PDF, un READ ME |
Come stampare
- Stampate a 300 dpi alla dimensione indicata e non lasciate che il laboratorio ingrandisca il file.
- Scegliete l’archivio le cui proporzioni corrispondono alla vostra cornice, così nulla viene tagliato o deformato.
- Chiedete carta fine art opaca, sRGB, miglioramento automatico disattivato. La colorazione è stata conservata nel restauro, non ridipinta.
- Dove stamparla: stamperie vicino a te e prezzi verificati dei laboratori online.
Fonte e diritti
Il file è realizzato a partire dall’immagine digitalizzata pubblicata dalla Boston Public Library, Norman B. Leventhal Map & Education Center, segnatura G1006 .T54 1570 (la scheda indica che l’atlante è stato scansionato da Internet Archive), con la dicitura «No known copyright restrictions. No known restrictions on use.» La scheda riporta Anversa, 1570, e descrive il foglio come colorato («col.»), ma non nomina né il metodo di colorazione né la tecnica di stampa. Nel pacchetto non c’è alcun TIFF. Scheda di catalogo: Leventhal Map & Education Center →
Domande
Che cosa ricevo esattamente dopo il pagamento?
Sei archivi ZIP, ciascuno con un JPEG a 300 dpi, il passaporto di restauro in PDF e un READ ME. Nel pacchetto non c’è alcun TIFF.
Quanto in grande posso stampare?
La mappa fino a 87 cm sul lato lungo a 300 dpi, il foglio intero con margini fino a 92 cm, dalla risoluzione propria della scansione, senza ingrandimento artificiale.
La colorazione è originale?
La scheda della biblioteca descrive il foglio come colorato. Non dice quando né da chi sia stato colorato, e noi non facciamo supposizioni. Abbiamo lasciato il colore così come è stato scansionato e non ne abbiamo aggiunto.
Perché i numeri delle edizioni differiscono?
Provengono da due cataloghi. La Boston Public Library conta 33 edizioni in 41 anni; le Stanford Libraries, citando Van der Krogt, ne contano 37, l’ultima nel 1641. Citiamo entrambe.
Caratteristiche
- Latino
Allegati
Recensioni
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