Mappa antica del mondo — mappa mundi di Torino, facsimile Jomard

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Descrizione

Una mappa antica del mondo: la mappa mundi di Torino nel facsimile di Jomard

Il mondo su questo foglio è un cerchio circondato dall’Oceano, con l’est in alto. Lì Adamo ed Eva stanno su una stretta sbarra, e accanto a Eva il serpente si avvolge intorno a un palo. Il Mediterraneo scende dal centro come una fascia diritta piena di piccole isole rettangolari, e nei quattro angoli figure nude di venti siedono a cavalcioni di otri e soffiano in corni.

Adamo ed Eva in cima al cerchio, in piedi su una stretta sbarra, con il serpente avvolto intorno al palo accanto a Eva; sotto di loro mons carmelus, a destra SYDON e DAN.
Adamo ed Eva in cima al cerchio, in piedi su una stretta sbarra, con il serpente avvolto intorno al palo accanto a Eva; sotto di loro mons carmelus, a destra SYDON e DAN.

Un cartellino sopra la mappa reca No 57 XIIe siècle, e la scheda della biblioteca chiama la tavola [Mappemonde de Turin]. L’Enciclopèdia Catalana descrive la mappa del mondo del Beato di Torino, un manoscritto dell’opera di Beato di Liébana, come circolare, con i quattro venti cardinali che cavalcano pelli gonfiate negli angoli, Adamo, Eva e il serpente nel paradiso e un quarto continente secondo il testo di Isidoro; colloca il manoscritto intorno al 1100 al più presto e riferisce l’opinione che sia stato copiato a Girona. La mappa qui mostra gli stessi tratti, anche se né la scheda né il foglio nominano il manoscritto.

La figura del vento in alto a sinistra, a cavalcioni di un otre mentre soffia in un corno ritorto, con accanto il lungo tubo cerchiato.
La figura del vento in alto a sinistra, a cavalcioni di un otre mentre soffia in un corno ritorto, con accanto il lungo tubo cerchiato.

The History of Cartography fa risalire le grandi mappe del Beato, quattordici delle quali sopravvivono, a un prototipo perduto del 776–86 e indica come loro tratto principale un quarto continente al di là dell’oceano, citandone la leggenda dal manoscritto di Torino: vi abiterebbero gli Antipodi. Qui la leggenda sale lungo il bordo destro e comincia con Extra tres aūt partes orbis quarta pars trans oceanum. Gerusalemme, Ihrlm, è solo un nome ai piedi del mons synai; sulla mappa non è disegnata alcuna città.

Il foglio stesso fu stampato nell’Ottocento come tavola dei Monuments de la géographie, in cui Edme-François Jomard (1777–1862) pubblicò antiche mappe in facsimile nelle dimensioni degli originali. La Bibliothèque nationale de France lo indica come primo conservatore del dipartimento delle carte creato presso la Biblioteca reale di Parigi nel 1828. Secondo la Royal Geographical Society of South Australia, il primo fascicolo dell’atlante era uscito entro il 1842 e altri seguirono fino al 1862. La scheda di Ginevra annota «Dessin de Jomard» e Paris, Duprat, [18--?]; il suo campo data riporta 1800, che ripetiamo così com’è nelle caratteristiche.

Che cosa guardare sul foglio

  • Adamo ed Eva sulla loro sbarra in alto, il serpente avvolto intorno al palo accanto a Eva, sotto di loro mons carmelus.
  • Le figure dei venti negli angoli, ciascuna a cavalcioni di un otre mentre soffia in un corno, con accanto un secondo tubo lungo e cerchiato; le due figure in basso sono capovolte.
  • Il Mediterraneo con quattordici riquadri di isole, solo sei dei quali con un nome, tra cui Samo insula e Corsico insula.
  • Ihrlm ai piedi del mons synai, con BABILONIA scritto lungo l’acqua sottostante.
  • La leggenda della quarta parte lungo il bordo destro e, accanto, una lunga nota sul Nilo che comincia con Fluuius nilus.
  • Nel campo triangolare in alto a destra, gens Amazona fertur habitasse [si dice che qui sia vissuto il popolo delle Amazzoni].
Il Mediterraneo come fascia diritta di riquadri di isole: Coor insula, Samo insula, Corsico insula e TASSIS tra quelle con un nome, le altre lasciate vuote.
Il Mediterraneo come fascia diritta di riquadri di isole: Coor insula, Samo insula, Corsico insula e TASSIS tra quelle con un nome, le altre lasciate vuote.

Nello stesso volume David Woodward attribuisce a Jomard un atlante di facsimili rivale con trenta mappe del mondo medievali. Il manoscritto si trova a Torino, dove la biblioteca bruciò nel 1904; gli studiosi citati dall’Enciclopèdia Catalana non concordano sul fatto che il codice sia stato danneggiato.

Tutto su questo foglio: scheda completa

Tutte le iscrizioni del foglio

La mappa imita una scrittura libraria medievale che mescola onciali e minuscole. I nomi sono dati lettera per lettera, in maiuscolo dove il foglio usa le maiuscole, con la s lunga stampata come s; una lettera sotto un segno di abbreviazione conserva il segno (aūt). All’interno del cerchio sono elencati solo i nomi più chiari, e le leggende lunghe sono citate solo fin dove è stato possibile leggerle con sicurezza.

  • Margine superiore, a stampa: MONUMENS DE LA GÉOGRAPHIE, Publiés par M. Jomard. A destra, su un cartellino incollato: No 57, il numero in rosso, e XIIe siècle. [dodicesimo secolo]. Angolo superiore destro: una tenue nota a matita che comincia con 12 e, a inchiostro, un numero che comincia con 1. con la lettera I, letti senza sicurezza.
  • Sopra il cerchio: il numero di tavola 1.
  • Fascia dell’Oceano in alto: insula e Crisa & algure insula.
  • Il paradiso e l’Oriente: Adamo, Eva e il serpente, senza nomi; intorno a loro Armenia, mons caucasus, mons carmelus, IOR, SYDON, DAN e MESOPOTANIA.
  • L’Asia, in alto a sinistra: le lettere A S I A distribuite sui monti; ARENOSA, Capado-cia su due righe, Calcedonia, Frigia, Pamphilia, ASIA MINORE e DESER-TA.
  • Il Vicino Oriente: mons synai su due vette, Ihrlm [Gerusalemme] ai loro piedi, ASCALONES, IVDEA, BABILONIA; ANTIOCHIA e mons Arabie su altre due vette; mare ru-brum [il Mar Rosso].
  • In alto a destra, in un campo triangolare: una nota che termina con in hac regio-ne gens Amazona fertur habitasse [si dice che in questa regione sia vissuto il popolo delle Amazzoni], con le prime parole lette senza sicurezza; accanto, una scritta che termina con india.
  • Lato destro: una lunga leggenda sul Nilo, che comincia con Fluuius nilus e termina con arenosa & ethiopie.
  • Bordo destro, oltre una striscia d’acqua, la leggenda della quarta parte: Extra tres aūt partes orbis quarta pars trans oceanum interior est … che nomina gli antipodes e termina con pdūtur [fuori delle tre parti del mondo c’è una quarta parte, al di là dell’oceano; vi abiterebbero gli Antipodi].
  • L’Europa, in basso a sinistra: una riga che comincia con hic CAPVT, con l’ultima parola letta senza sicurezza; SARMATI, Germania, DARDANIA, MACEDONIA, Thesalonica, Constantinopoli, Aquileia, Suebi, francia, Gallia Belgia, Gallia lugdunensi, montes GALLIARVM, TOLOSA, GALLECIA, RAVENNA, SALERNA, BENEBENTI, Roma, NARBONA, Cesar augusta, BETICA; le lettere di EVROPA distribuite verso il basso a sinistra.
  • L’Africa, in basso a destra: GARAMANTES, GETULI, Abentante, montes ATLANTES e un lago ovale con LA e cus scritti ai due lati.
  • Il Mediterraneo: Coor insula, Samo insula, Sicin, Corsico insula, TASSIS ed ERS / S; otto dei quattordici riquadri sono vuoti.
  • Fascia dell’Oceano a sinistra e in basso: tile insula, un riquadro che comincia con tancu, letto senza sicurezza, Brita-nia insula, Sco-tia insula e lungo il bordo interno SCI IACOBI APLI [di san Giacomo apostolo]; tre riquadri in basso a destra sono vuoti.
  • Le quattro figure dei venti negli angoli non hanno nome.

Il foglio e le sue schede non concordano in tre punti. Il cartellino dà il XII secolo, mentre la scheda di Ginevra ha 1800 nel campo data e [18--?] nelle note tipografiche. La stessa scheda indica come lingua l’italiano, benché ogni nome sulla mappa sia latino. E MESOPOTANIA è scritto con la N. Gerusalemme, Roma e Costantinopoli compaiono solo come nomi, senza alcun disegno di città.

Edizioni e altri esemplari noti

  • Bibliothèque de Genève, BGE Musée cartogr. 1/57: questo esemplare, pubblicato su e-rara sotto la Public Domain Mark, DOI 10.3931/e-rara-91525. La scheda DOI dà il titolo Monuments de la géographie ou Recueil d’anciennes cartes européennes et orientales … / [Mappemonde de Turin], l’autore come [s.n.], e annota «1 carte ; 36 x 36 cm», «Dessin de Jomard» e «Paris : Duprat, [18--?]. - 13»; il campo anno di pubblicazione riporta 1800 e il codice di lingua è l’italiano.
  • Bibliothèque nationale de France: Les monuments de la géographie … publiés en fac similé de la grandeur des originaux par M. Jomard, Paris, Duprat, [1846-1862], un volume in folio grande. La scheda elenca esemplari, tra cui nel dipartimento delle carte (GE CC-1232, due esemplari rilegati, uno dei quali nella Réserve; GF 912.22 JOMA m, tavole in cartella), alla Société de Géographie (FOL-SG D2-83 e D2-83 (BIS)) e all’Arsenal (FOL-NF-10149). Non elenca tavole sciolte.
  • Royal Geographical Society of South Australia: un esemplare dell’atlante, che la Società descrive come tavole litografiche colorate a mano; indica il 1854 come data ufficiale dell’opera, il primo fascicolo entro il 1842 e altri fino al 1862. Questa descrizione riguarda il suo esemplare.
  • Armand d’Avezac, Inventaire et classement raisonné des «Monuments de la géographie», Paris, E. Donnaud, 1867; registrato nelle biblioteche del Ministero della Difesa francese.
  • Il manoscritto: Torino, Biblioteca Nazionale Universitaria, I.II.1, indicato in The History of Cartography con l’antica segnatura D.V.39; la monografia di Jim Siebold sulla mappa indica i fogli 38v–39 e 39 × 27,5 cm e la data al primo quarto del XII secolo, mentre il suo elenco dei codici del Beato dà i fogli 45v–46, 372 × 296 mm e 1150; le due indicazioni non concordano. Né la scheda di Ginevra né il foglio indicano questo manoscritto come modello di Jomard.
  • Nessuna di queste schede indica stati della tavola. Le date divergono: 1800 nel campo data della scheda di Ginevra e [18--?] nelle note tipografiche, [1846-1862] alla Bibliothèque nationale de France, dal 1842 al 1862 per i fascicoli secondo la Royal Geographical Society of South Australia.

Schede di catalogo e fonti

  • e-rara (Bibliothèque de Genève), DOI 10.3931/e-rara-91525, letta tramite DataCite; la pagina di e-rara non è stata aperta.
  • Bibliothèque nationale de France, catalogue général, scheda FRBNF40701189.
  • David Woodward, «Medieval Mappaemundi», The History of Cartography, volume 1, capitolo 18.
  • Enciclopèdia Catalana, Catalunya romànica, «Beatus de Torí (Girona)».
  • Jim Siebold, monografia sulla mappa del Beato di Torino, myoldmaps.com.
  • World History Commons, «The Turin Beatus Map of the World».
  • Bibliothèque nationale de France, «Edme-François Jomard (1777-1862) et l’aide aux voyageurs».
  • Royal Geographical Society of South Australia, «Jomard Atlas 1854».

Questo esemplare

  • Una stampa non colorata su carta color crema; il titolo della serie è stampato nel margine superiore sinistro, il numero di tavola su un cartellino incollato a destra.
  • Sul foglio non si vede alcuna riga dello stampatore o del litografo.
  • L’angolo inferiore destro del foglio è tagliato di sbieco, e lì si vede un piccolo triangolo di sfondo.
  • Tenui linee verticali attraversano il foglio, e piccoli punti scuri si trovano nei margini.
  • Parti della figura del vento in basso a destra sono disegnate solo a contorno punteggiato.
  • Nel restauro il tono della carta è stato uniformato; le linee stampate non sono state toccate.

Il vostro file

OriginaleEdme-François Jomard, Les monuments de la géographie, Paris: Duprat, [18--?]; tavola [Mappemonde de Turin], 13 nella scheda; 36 × 36 cm; Bibliothèque de Genève, BGE Musée cartogr. 1/57
Scansionefoglio intero 4468 × 4482 px; la mappa entro il bordo rifilato 3395 × 3245 px
Formato di stampa a 300 dpila mappa si stampa fino a 28 cm, il foglio intero con margini fino a 37 cm
Scaricheretesei archivi ZIP: foglio intero, rifilato, 3:2, 4:3, 5:4 e ISO A
In ciascun archivioun JPEG a 300 dpi, il passaporto di restauro in PDF, un READ ME

Come stampare

  • Il foglio è piccolo: stampatelo a 300 dpi nel formato indicato sopra e non lasciate che la tipografia ingrandisca il file.
  • Scegliete l’archivio con le proporzioni della vostra cornice e chiedete carta fine-art opaca, sRGB, miglioramento automatico disattivato.
  • Dove stamparla: stamperie vicino a te e prezzi verificati dei laboratori online.

Fonte e diritti

Il file è realizzato dalla scansione della Bibliothèque de Genève pubblicata su e-rara, segnatura BGE Musée cartogr. 1/57, DOI 10.3931/e-rara-91525, sotto la Public Domain Mark. La biblioteca chiede che le riproduzioni citino l’autore, il luogo e il DOI: Edme-François Jomard, Bibliothèque de Genève, 10.3931/e-rara-91525. La scheda non indica né la tecnica di stampa né la colorazione. Il tono della carta è stato uniformato; le linee stampate non sono state toccate. L’angolo inferiore destro del foglio è tagliato di sbieco, perciò entro il bordo rifilato si vede un piccolo triangolo di sfondo. Nel pacchetto non è presente un master TIFF. Scheda di catalogo: e-rara (Bibliothèque de Genève) →

Ogni mappa è la scansione di un vero foglio d’archivio — con biblioteca, segnatura e anno indicati. Nulla di generato, nulla di ridisegnato.

Domande

Quanto grande posso stamparla?

La mappa fino a 28 cm sul lato lungo a 300 dpi, il foglio intero con margini fino a 37 cm, dalla risoluzione propria della scansione, senza ingrandimenti.

È un manoscritto medievale?

No. È un facsimile ottocentesco dall’atlante di Jomard, tratto da una mappa del mondo che il cartellino sopra di essa data al XII secolo. La scheda la chiama la mappa di Torino; né la scheda né il foglio nominano il manoscritto.

Perché nelle caratteristiche c’è il 1800?

La scheda della biblioteca dà 1800 nel campo data e [18--?] nelle note tipografiche; secondo la Royal Geographical Society of South Australia, il primo fascicolo dell’atlante era uscito entro il 1842 e altri seguirono fino al 1862. Ripetiamo la data della scheda senza aggiungere una nostra datazione.

Perché l’est è in alto?

Le grandi mappe del Beato sono tutte orientate a est, secondo The History of Cartography. Qui il paradiso, con Adamo ed Eva, sta in cima al cerchio.

Chi sono le figure negli angoli?

I quattro venti cardinali. L’Enciclopèdia Catalana li descrive sulla mappa di Torino mentre cavalcano pelli gonfiate; su questo foglio ciascuno siede a cavalcioni di un otre e soffia in un corno, e le due figure in basso sono capovolte.

Caratteristiche

Dettagli della mappa
Cartografo
Edme-François Jomard
Anno
1800
Luogo di edizione
Parigi
Pubblicata in
Edme-François Jomard, Les monuments de la géographie (Paris: Duprat, [18--?]), 13
Titolo originale completo
[Mappemonde de Turin]
Proiezione e impaginazione
Circolare
Tecnica
Non indicato nella scheda
Coloritura originale
Non indicato nella scheda
Lingua della mappa
  • Latino
File e stampa
Mappa a 300 dpi, cm
28
Foglio intero a 300 dpi, cm
37
Orientamento
Formato verticale
Rapporto d'aspetto
1.00
Larghezza del foglio intero, px
4468
Altezza del foglio intero, px
4482
Provenienza e diritti
Archivio di provenienza
Bibliothèque de Genève
Segnatura o ID del file
BGE Musée cartogr. 1/57 · DOI 10.3931/e-rara-91525
Diritti
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